Paolo's profilePaolo presenta: 1/4 di V...PhotosBlogLists Tools Help

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    Nulla succede per caso.

     
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      Un libro magico, un libro che ti cambia la vita... .


    Grazie, il più bel regalo mai ricevuto!.

     

    Come Dio comanda.

     
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    Al centro del romanzo di Niccolò Ammaniti, "Come Dio comanda", stanno un padre ed un figlio, Rino e Cristiano. Il primo - "Assomigliava a un cinese. Aveva trentasei anni e sembrava che ne avesse cinquanta. Nell'ultimo periodo aveva preso parecchi chili" - è un tipo poco raccomandabile, nazista e xenofobo, legato tuttavia al figliolo da un affetto sincero; il secondo - "esile, alto per i suoi tredici anni, con i polsi e le caviglie sottili, le mani lunghe e scheletriche e il quarantaquattro di piede" - è consapevole che il babbo è "un ubriacone, un violento, un buono a nulla", ma sa pure che è l'unico su cui può sempre contare. Assieme ad una coppia di suoi discutibili amici, Quattro Formaggi e Danilo, Rino decide di mettere a segno una singolare rapina, staccando dal muro uno sportello bancomat con l'impiego di un trattore. Ma la notte del colpo si scatena un nubifragio, e soltanto Danilo si presenta all'appuntamento; frattanto, una ragazzina sorpresa dalla furia degli elementi mentre fa ritorno a casa in motorino, è violentata e massacrata in un bosco... . Partito su toni quasi grotteschi, "Come Dio comanda" assume con lo scorrere delle pagine i connotati di una tragedia: pur se il registro, stavolta, non è quello fondamentalmente realistico del precedente "Io non ho paura", bensì quello parossistico dei racconti di "Fango", con sottolineature a mezza via fra l'iperrealismo ed il gusto per i comics ("Era finito sopra il cadavere e sotto la bicicletta. Aveva la testa in mezzo agli avanzi del barbecue e su una guancia gli si era incollata un'etichetta della birra Peroni"). Ammaniti dipinge, al di là del plot, il ritratto di un paese devastato dalla volgarità e dall' appiattimento consumistico: gli uomini hanno capelli tinti e le donne occhiali griffati, vanno in vacanza nei villaggi Valtur od al "Coral Bay" di Sharm el Sheikh, prendono i telefonini da "Cellulandia" e fanno acquisti al centro commerciale "Quattro camini". Intorno, la miseria di chi non ce l'ha fatta, dipinta però senza indulgere a simpatie di maniera: la ferocia, magari non del tutto consapevole, dei poveri, esplode - come già avveniva in "Io non ho paura" - in modi devastanti ed imprevedibili, che non lasciano spazio a giustificazioni di sorta (non a caso, il solo personaggio positivo è quello d'un vecchio pediatra, aduso a curar i propri piccoli pazienti come se ciascuno fosse suo figlio).

     

    Il Piccione by Patrick Suskind.

     
     
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    Un libro che parla di un certo Jonathan Noel...  . Un personaggio che odia gli eventi e tutto ciò che possa turbare il suo personale e precario equilibrio quotidiano. Jonathan vive in una piccola stanza affittata, come lavoro fa la guardia in una banca e ha la certezza che ormai a cinquantatrè anni suonati, nulla di importante possa più accadergli se non, un giorno, la morte. La sua vita è monotona, programmata e ripetitiva. Lontana dagli altri esseri umani e basata su antiche certezze. Finquando una mattina, uscendo dalla porta di casa, Jonathan s’imbatte in un piccione (animale insignificante che si limita a guardarlo) che gli sconvolgerà la vita... .

    Il libro è corto: si legge in un’ora o poco più. All’inizio mi sembrava un semplice racconto/analisi della quotidianità di un tipo piuttosto strampalato ma, dopo qualche pagina, mi ha dato la possibilità di riflettere sullo stile di vita della società contemporanea  e  sulla precarietà delle sensopercezioni umane.

    Saluti

    Paolo

     

    Fango by Niccolò Ammaniti

     
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    Un libro di sei racconti:

    · L'ultimo capodanno dell'umanità · Rispetto · Ti sogno, con terrore · Lo zoologo · Fango (vivere e morire al Prenestino) · Carta ferro.

    Un'umanità varia compare nei racconti di questo libro. Personaggi che muoiono, soffrono, gioiscono, si affannano alla ricerca della propria meta. In un'unica danza corale, a volte macabra a volte ridente, spesso triste. Come in altri libri, i personaggi sono il frutto della fervida fantasia di Ammaniti: provengono dai quartieri residenziali di Roma, quelli del sottoproletariato, fino ad arrivare a Londra. Lo stile varia: si parte con l'ironia macabra de L'ultimo capodanno (che da solo meriterebbe un libro a sè). E' la cronistoria, raccontata attraverso un racconto frammentato e corale di persone che, come per magia, si trovano a passare il capodanno in un comprensorio a Roma. Da questo racconto è stato anche tratto un film con regia di Marco Risi, con Monica Bellucci. Rispetto è la cronaca delle imprese di un branco di violentatori di donne, dalla discoteca alla spiaggia ad Ostia: animali con sembianze umane, che nella notte vanno a caccia delle loro prede. Ti sogno, entra nel thriller psicologico: è la storia di un serial killer, che sogna in relatà di essere la vittima dei suoi delitti. Lo zoologo è un racconto surreale: uno zombie che diventa studente e ricercatore modello. Fango (vivere e morire al Prenestino): una storia alla Tarantino, di un (simpatico, verrebbe voglia di dire) gangster, che in un dolo giorno si trova a passare dall'euforia di un colpo “perfetto”, alla serenità di una morte che mette fine a tutto. Carta, Ferro: due miniracconti, quasi insipidi se paragonati agli altri: testimonianza di due vite solitarie. Ammaniti mescola houmor, violenza, atmosfere da thriller (come le paure e gli incubi di Francesca in Ti sogno, con terrore) e surreali (lo zombie di fronte al professore): situazioni e persone frutto di un'acuta osservazione della realtà, capaci di mettere in discussione cosa è normale e cosa no.

     

    Vita by Melania G. Mazzucco.

     
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    New York, 1903: nella città delle occasioni, in cui sbarcano dodicimila stranieri al giorno, in cui gli italiani sono aborriti come alieni superstiziosi e criminali, approdano da Tufo di Minturno - un minuscolo paese sul Garigliano, in provincia di Caserta - Diamante e Vita, due ragazzini di dodici e nove anni. Lui è taciturno, orgoglioso e temerario. Lei istintiva, gelosa e dotata della misteriosa capacità di spostare gli oggetti. In una caotica pensione di Prince Street, nel ghetto italiano di downtown, li aspettano Agnello, il padre di lei, Lena, la sua nuova compagna, Rocco, Geremia, Coca-Cola, e, soprattutto, l'America. Tra fame, angherie, prepotenze della Mano Nera e di un padre possessivo, legati da una passione precoce quanto prematura, i due ragazzini scoprono insieme la morte e l'alfabeto, le tentazioni, il sesso, l'amore, il tradimento e la fedeltà. In dieci anni Diamante, sempre in attesa di fortuna, sarà strillone, raccoglitore di stracci, fattorino in una ditta di pompe funebri, waterboy alle ferrovie, attrezzista per la società di produzione dei western di Broncho Billy; Vita cucitrice di fiori artificiali, ladra, sguattera, cuoca, amante di un guappo, venditrice di baci, parole e case inesistenti - entrambi sempre convinti di progredire verso la felicità riconosciuta come un diritto dalla Costituzione degli Stati Uniti d'America. Ma i loro sogni infantili non sono destinati a realizzarsi - almeno, non a New York e non insieme. Quarant'anni dopo, nel 1944, il figlio americano di Vita è in Italia a combattere con l'US Army sul Fronte sud - proprio sul Garigliano - e cerca l'uomo che doveva essere, e non fu, suo padre. Picaresco e fantastico come un romanzo, Vita non è però solo un romanzo. I due ragazzini sono realmente esistiti, come sono esistiti la pensione e i molti personaggi che animano questa storia. Per scriverla l'autrice ha riannodato i fili delle memorie familiari e, partendo dai racconti di suo padre e di uno zio cieco, ha ritrovato documenti e indizi sui giornali dell'epoca, in corrispondenze private, negli archivi della polizia di Brooklyn, nelle liste passeggeri dei piroscafi, nei fascicoli delle Railways Companies americane. Una storia ora buffa, ora amara, comica e dolorosa, tenera e insieme crudele. La storia di una famiglia ma anche la storia di tutti noi alla ricerca della felicità. Un libro epico, scritto proprio mentre l'Italia sembra essere diventata l'America per chi abita sulla riva di un altro mondo.

    MELANIA G. MAZZUCCO: è nata a Roma nel 1966. Il suo romanzo d'esordio, Il bacio della Medusa (1996), finalista al Premio Strega e al Premio Viareggio, è stato tradotto in numerosi paesi. Nel 1998  ha pubblicato il romanzo La camera di Baltus, ancora finalista al Premio Strega. Nel 2000 presso Rizzoli è uscito Lei così amata vincitore, tra gli altri, del Premio Napoli 2000, e del Premio Vittorini 2000.

     

    Storie di uno scemo di guerra by ASCANIO CELESTINI.

     
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    Il 4 giugno 1944 mio padre c'aveva 8 anni. Mio padre diceva che rischiò di morire per una cipolla. Pe quella cipolla uno scemo di guerra gli sparò addosso. Mio padre diceva che lo mancò per un pelo, ma perse la cipolla. Diceva che i tedeschi scappavano da Roma e gli alleati stavano arrivando. Tutti 'sti soldati attraversavano la citta da sud verso nord, e invece lui per tornarsene a casa andava nella direzione opposta. Mio padre diceva che camminò contromano rispetto alla Storia.Il giorno della liberazione di Roma dentro gli occhi di un ragazzino. Una storia raccontata per trent'anni, poi ramificata nella memoria e nella fantasia, dove il bombardamento di San Lorenzo può stare accanto alla legenda del barbiere dalle mani belle e il rastrellamento del Quadraro si trasforma nella parabola delle mosche pacifiche e perfette.Nelle pagine di Ascanio Celestini, così come nei suoi spettacoli, non resta che arrendersi all'incantesimo della grande narrazione.

      www.ascaniocelestini.it